lunedì 5 dicembre 2011

Spettacolo Faber, per sostenere l'Aral (Lissone)

Come ho già raccontato, sto collaborando da circa un anno con l’Associazione Ricerca Alzheimer di Lissone (Aral) a un progetto sperimentale di musicoterapia olistica presso l’RSA Agostoni di Lissone.

Il progetto sta portando risultati importanti, per quanto il numero di ore settimanali siano piuttosto ridotte, al momento.
Le caratteristiche principali del progetto sono:
- terapie individuali con specifici pazienti, realizzate continuativamente per diversi mesi;
- momenti di improvvisazione e dialogo sonoro in reparto, nel gruppo, con la doppia finalità di coinvolgere tutti i pazienti del nucleo di Alzheimer e di lavorare con il singolo all’interno del contesto di vita principale, con i suoi compagni quotidiani.
approccio olistico alla persona, che si prenda cura del corpo come della mente, della sua vitalità energetica e del suo fragile ma ancora vivissimo equilibrio emotivo;
- utilizzo del massaggio sonoro con il pianoforte, una tecnica preziosa e piuttosto rara in questi ambiti di lavoro;
- attenzione estrema ai tempi, ai bisogni e alle manifestazioni spontanee dei pazienti, attraverso esperienze di dialogo sonoro e di improvvisazione libera;

I risultati fin qui registrati sono tutti confortanti e difficilmente riassumibili in questa sede, in quanto molto personali e riferiti alle specificità di ogni paziente. In estrema sintesi, stiamo riscontrando:
- maggiore vitalità;
- apertura verso un diverso modo di esprimersi e di incontrarsi (in particolare laddove la parola è compromessa);
- rilassamento del corpo e delle tensioni psicofisiche determinate dalla malattia direttamente (causa degenerazione organica) e indirettamente (paura, ansia per perdita di controllo, ecc.);
- emergere ed espressione di nuclei emotivi molto forti e importanti (sia positivi che negativi, spesso ambivalenti e conflittuali);
- sostegno alle capacità cognitive residue.

Le caratteristiche principali dell’Aral sono la sua indipendenza e la sua vocazione alla ricerca, alla sperimentazione. Aspetti che è possibile perseguire grazie all’autonomia che deriva anche dal fatto che vive su finanziamenti volontari attraverso donazioni.

Per l’anno 2012 c’è l’obiettivo di raddoppiare le ore di intervento della musicoterapia e di altri progetti sperimentali (di cui ricordo un progetto unico in Europa che prevede l’utilizzo della tecnica Feuerstein sul potenziamento cognitivo). Siamo quindi impegnati nella raccolta fondi. È con questo impegno che abbiamo organizzato una nuova edizione dello spettacolo di musica e parole su Fabrizio De Andrè, Faber: non ho una faccia adatta alle mie canzoni.

Lo spettacolo sarà realizzato presso la Pasticceria Dolci, in viale Riva 45, a Lissone (di fronte all’ingresso della RSA, in zona Ospedale), sabato 17 dicembre a partire dalle ore 18.
Siete tutti invitati a partecipare e a sostenere l’Aral.

Di seguito presentazione dello spettacolo e locandina.
 
FABER - Non ho una faccia adatta alle mie canzoni
Pensieri, parole e musiche di Fabrizio De André

con
Gaetano Ievolella (voce narrante)
Guglielmo Nigro (voce, piano, djambé, fisarmonica)
Stefano Chiodini (sax soprano, flauto traverso)

Oltre il De André noto al mondo c'era un autore scomodo, schivo, solitario e anarchico. Uno che non amava esibirsi in pubblico perché diceva di non avere una faccia adatta alle sue canzoni. Frugando fra le sue carte e rileggendo appunti e interviste ne abbiamo ricostruito la poetica. Volendo restituire il mito a una dimensione umana, abbiamo indagato il suo rapporto con la religione, l’amore, l’amicizia e con la vita e la morte. Abbiamo ripreso le sue canzoni riducendole al cuore nudo di testo e melodia, lasciando emergere la potenza del canto e la chiarezza delle parole per quello che sono: il grido di un uomo che, per la vita, ha cercato il proprio riscatto nel dare con le sue canzoni a ogni uomo la dignità perduta. Nei tratti, abbiamo cercato di ricostruire il volto meno noto di Faber, quello più intimo. Immuni alle accuse di presunzione, ché le fotografie rendono un unico punto di vista, speriamo solo che lui ci perdoni la nostra poca discrezione.


Appunti per un manuale di Musicoterapia con il Malato di Alzheimer (6)

A proposito dell'anamnesi, un momento molto delicato della presa in carico del malato di Alzheimer...