venerdì 18 maggio 2018

domenica 25 marzo 2018

Rabbia e frustrazione diventano musica

Schermaglie sonore in una sessione di musicoterapia presso l'R.S.A. Agostoni di Lissone.
Quando la rabbia e la frustrazione si esprimono nella musica diventano relazione ed energia creativa.






domenica 10 dicembre 2017

SonoraMente in un breve articolo

L'esperienza unica e meravigliosa di SonoraMente, con la quale ho la fortuna di collaborare, viene raccontata in un breve articolo sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana.
Eccolo qui sotto.



giovedì 23 novembre 2017

Improvvisazione terapeutica al pianoforte

I sintomi positivi dell'Alzheimer che si manifestano in continua irrequietezza, movimenti stereotipati, a volte autolesionisti, possono essere una fonte ricca di spunti ritmico-armonici per l'improvvisazione terapeutica al pianoforte.
In questo modo, si offre a quei movimenti una cornice di senso musicale che è presenza e relazione, accoglienza e struttura dialogante in evoluzione. Anche laddove altre forme di comunicazione sono compromesse, l'improvvisazione favorisce un dialogo sonoro autentico, profondo e vitale.

Da una seduta di musicoterapia presso l'R.S.A. Bellani di Monza.


lunedì 4 settembre 2017

Il coro SonoraMente raccontato da Il Redattore Sociale



Un articolo di Dario Paladini parla del nostro lavoro con il coro SonoraMente, un progetto di Walter Vinci Onlus.
Di seguito una parte dell'articolo:

Il coro SonoraMente si ritrova ogni mercoledì pomeriggio, nell'auditorium del quartiere Olmi, per le prove. Seduti in cerchio, Antonio Aiello, 82 anni, napoletano verace e una vita dedicata ad allenare cavalli da corsa all'ippodromo di San Siro, inizia a cantare sommessamente (è quasi un bisbiglio), "Io, mammate e tu" di Domenico Modugno. Guglielmo Nigro, il musicoterapista che segue il coro (insieme alla collega Natalia Cannone), coglie al volo il suggerimento di Antonio e sollecita gli altri a provare a intonarla. E c'è chi ci prova: non si ricordano quello che hanno fatto poche ore prima, ma questa canzone che risale al 1955 riaffiora alla mente. Nei prossimi mesi probabilmente "Io, mammate e tu" entrerà nel repertorio dei loro spettacoli, con l'arrangiamento curato da Guglielmo, da Natalia e dal direttore del coro Giorgio Ubaldi. "Quando ci si ammala si tende a concentrarsi su quello che non si sa più fare, con il coro ci concentriamo su quello che ancora ciascuno riesce a fare", spiega Guglielmo. All'inizio delle prove vengono distribuiti alcuni tamburelli: iniziano a giocarci, poi cercano di seguire il ritmo dei brani, guidati da Guglielmo. È un modo per rompere il ghiaccio. "Il cantare è il punto di arrivo, prima c'è improvvisazione, espressione di sé. Una volta ho portato un campanaccio e chiesto loro di fare i versi degli animali. Creiamo lo spazio mentale perché possano raccontarsi. Il repertorio dei brani nasce dai loro racconti". 

Io sono basta!

L'essenziale del non poterne più. Da una seduta di musicoterapia presso l'RSA Bellani di Monza