lunedì 4 settembre 2017

Il coro SonoraMente raccontato da Il Redattore Sociale



Un articolo di Dario Paladini parla del nostro lavoro con il coro SonoraMente, un progetto di Walter Vinci Onlus.
Di seguito una parte dell'articolo:

Il coro SonoraMente si ritrova ogni mercoledì pomeriggio, nell'auditorium del quartiere Olmi, per le prove. Seduti in cerchio, Antonio Aiello, 82 anni, napoletano verace e una vita dedicata ad allenare cavalli da corsa all'ippodromo di San Siro, inizia a cantare sommessamente (è quasi un bisbiglio), "Io, mammate e tu" di Domenico Modugno. Guglielmo Nigro, il musicoterapista che segue il coro (insieme alla collega Natalia Cannone), coglie al volo il suggerimento di Antonio e sollecita gli altri a provare a intonarla. E c'è chi ci prova: non si ricordano quello che hanno fatto poche ore prima, ma questa canzone che risale al 1955 riaffiora alla mente. Nei prossimi mesi probabilmente "Io, mammate e tu" entrerà nel repertorio dei loro spettacoli, con l'arrangiamento curato da Guglielmo, da Natalia e dal direttore del coro Giorgio Ubaldi. "Quando ci si ammala si tende a concentrarsi su quello che non si sa più fare, con il coro ci concentriamo su quello che ancora ciascuno riesce a fare", spiega Guglielmo. All'inizio delle prove vengono distribuiti alcuni tamburelli: iniziano a giocarci, poi cercano di seguire il ritmo dei brani, guidati da Guglielmo. È un modo per rompere il ghiaccio. "Il cantare è il punto di arrivo, prima c'è improvvisazione, espressione di sé. Una volta ho portato un campanaccio e chiesto loro di fare i versi degli animali. Creiamo lo spazio mentale perché possano raccontarsi. Il repertorio dei brani nasce dai loro racconti". 

domenica 4 giugno 2017

Arte e musica nell'incontro con persone affette da decadimento cognitivo

Due settimane fa ho partecipato a un laboratorio artistico dedicato a persone affette da decadimento cognitivo, organizzato da Mary Zurigo e Michele Porcu, fondatori di Z. E. A. (Zone di Esplorazione Artistica). Il progetto è stato nominato Alzhalarte (e ce lo raccontano in questa intervista).  Il laboratorio si è tenuto presso il Museo Francesco Messina a Milano, condotto da Floida Skraqi e Rossana Bossini (collettivo Lie-fi Palimpsest), collegato alla mostra in corso della scultrice Amalia Del Ponte, di cui  sono esposte le pietre sonore, sculture  realizzate in modo da poter emettere suoni, che in diverse occasioni sono state suonate da percussionisti.
Insomma, un'occasione interessantissima per chi, come il sottoscritto, si occupa di suoni e Alzheimer ed è da sempre interessato alla contaminazione, all'esperienze sinestetiche e alle collaborazioni multidisciplinari. Al laboratorio hanno partecipato un gruppo di persone malate di Alzheimer con i loro familiari, la maggior parte delle quali partecipa anche al coro di Sonoramente.
L'interazione con le sculture sonore di Del Ponte è avvenuta in due modi. Nel primo caso, con una scultura più piccola posizionata a terra, i partecipanti, oltre a suonare, hanno dovuto rappresentare graficamente con diversi materiali i suoni prodotti dalla scultura stessa (mentre veniva percossa dal sottoscritto o dalle conduttrici). Nel secondo caso, i partecipanti hanno potuto suonare un'enorme scultura appesa, formata da tre lastre e, successivamente, rappresentare le vibrazioni sonore attraverso il movimento del corpo.
L'esperienza è stata vivace e interessante. Il format, in via di sperimentazione, può essere perfezionato sotto alcuni punti di vista, ma il coinvolgimento dei partecipanti è stato alto per tutto il percorso esplorativo.
Una riflessione in chiusura è che sarebbe fondamentale riuscire a studiare iniziative di questo tipo a cadenza regolare, da alternare ad altre con altri interventi non farmacologici, così da stimolare curiosità, motivazione e relazione tra le persone con decadimento cognitivo.
Di seguito, una selezione di mie foto di questa giornata.


















Il coro SonoraMente raccontato da Il Redattore Sociale

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